E se collezionassimo posate di design?

Quale servizio di posate scegliere se si è amanti del Design? Alessi, Sambonet, Georg Jensen e Ittala propongono alternative progettate da nomi quali Gio Ponti, i fratelli Castiglioni, Arne Jacobsen, Marco Zanuso, Renzo Piano.
Una scelta che pare difficile, ma bellissima.

quale servizio di posate scegliere


Lo ammetto, finora vivevo serenamente in compagnia del mio servizio di posate di IKEA di nome DATA. Le vidi mentre stavo mettendo su casa, sfogliando una rivista: accanto a bicchieri di cristallo, piatti lussuosi e una tovaglia che costava più di 10 servizi DATA tutti insieme.
Le posate DATA -disegnate da Carl Gustaf Jahnsson–  mi piacevano proprio: erano in acciaio satinato, avevano una forma minimalista e slanciata. In particolare mi piaceva la forchetta. Il design dei rebbi della forchetta è quello che mi fa piacere o meno le posate, da sempre.

Continue Reading

Jungle Animals in an Urban Jungle

urban jungle bloggers jungle animals irbtt.com

L’Urban Jungle non è solo uno stile di arredo ma anche una comunità che si sta pian piano radunando grazie a Igor e Judith di Urban Jungle Bloggers.
UJB-sidebar-aqua

 

Igor e Judith oltre a tenere aggiornati i propri lettori con le nuove tendenze sul verde indoor, indicono ogni mese un divertente progetto creativo a cui tutti possono partecipare: tramite il proprio sito o semplicemente su Instagram aggiungendo il tag #urbanjunglebloggers .

 

Il tema di questo mese è Jungle Animals e per la prima volta partecipiamo anche noi.

Continue Reading

Lo stile Urban Jungle: come arredare con le piante da interni.

Che cos’è lo stile Urban Jungle e la moda della piante tropicali. Quali piante scegliere in base al proprio appartamento e alla propria indole.

urban jungle la moda di arredare con le piante da interno

Facciamo una doverosa premessa: questo post non è indirizzato necessariamente a provetti giardinieri.

Certo, siamo tutti consapevoli che si tratti di cose vive e se ce ne morrà una saremo più dispiaciuti che se macchiassimo un cuscino del divano. Ma potrebbe anche dispiacerci di più per il cuscino.
Negli anni ’80, di cui abbiamo parlato anche qui, la presenza di almeno una pianta in casa in Italia era uno standard. Progressivamente, la presenza del verde negli interni è andata scomparendo. Le abitazioni sono diventate più piccole, il tempo a nostra disposizione si è assottigliato.

Continue Reading

Perché andare all’IKEA nel 2016 e cosa acquistare.

Perché andare da IKEA anche se abbiamo già compiuti i 30 anni. Perché gli appassionati di Design la amano. Perché è più elegante possedere almeno un loro prodotto. Che cosa acquistare del catalogo IKEA 2016.

cosa comprare all'IKEA nel 2016


IKEA aprì il suo primo negozio in Italia nel 1989, a Milano. Negli anni ’90 la lampada da terra NOT, la libreria BILLY e il tavolino LACK invasero le stanze e le abitazioni degli studenti. Tuttora, a distanza di oltre 25 anni, IKEA viene identificata in primo luogo come un posto dove acquistare mobili e oggetti a buon mercato: per case o situazioni temporanee.

Continue Reading

Giocattoli di Design per grandi e bambini.

giocattoli di design per grandi e bambiniC’è qualcosa di più bello di regalare un giocattolo a un bambino? Forse sì.

Regalargli un giocattolo che possa accompagnarlo anche nella sua vita di adulto, diventando un oggetto d’arredo: prima di tornare ad essere di nuovo un giocattolo nella mano di un nuovo bambino.

Continue Reading

Bologna, il New York Times e la Bologna Design Week.

Bologna non ruota solo attorno al Cibo: la Bologna Design Week, la Fondazione Cirulli e lo Spazio Simon Gavina, la Fondazione Mast e Foto Industria, ABC e il Padiglione Barcellona di Mies van der Rohe, l’attesa Mostra sull’ Egitto al Museo Civico Archeologico.

Bologna torre asinelli bambina turista

Scrappy e scruffy, caparbia e spettinata, sono stati gli aggettivi scelti dal New York Times per descrivere Bologna in un articolo in ogni caso lusinghiero: specie per i bolognesi ancora poco inclini all’idea che si possa parlare di loro nell’ambito del turismo.
Paradossalmente la decantata qualità del cibo è figlia proprio di questo non volersi ancora riconoscere come meta turistica: i bar, i ristoranti e chi per loro, si rivolgono tuttora, in primo luogo, alla clientela locale.

Il New York Times solleva però una domanda rilevante: nel tempo che intercorre fra la prima colazione, il pranzo e la cena, cosa si fa a Bologna?

Continue Reading

No more posts.