Lack00 Danish Lab: la passione per il Modernismo Danese.

Intervista a Claudio e Francesca di LACK00 DANISH LAB: un progetto nato nel 2014 dall’amore per il design scandinavo degli anni ’50.

intervista a Lack00 Danish Lab|irbtt.com


Uno degli angoli più sottovalutati dalle riviste d’arredamento è quello dedicato alla TV.
Fateci caso: nelle case illustrate da queste splendide fotografie la TV non c’è mai.
Ed è curioso perché è difficile trovare nel 2015 qualcuno che non abbia una TV, e pure di svariati pollici.

La verità è che per quanto le TV nel 2015 possiedano mediamente un buon design, non altrettanto è possibile dire del mobile TV.

Nel migliore dei casi è un oggetto anonimo.

Ed è un peccato, perché esiste invece un mobile che si sposa perfettamente con le linee leggere del piedistallo di una TV del 2015: la sideboard danese degli anni ’50.

Sideboard| Lack00 Danish Lab |irbtt.com

Foto: ©Lack00 Danish Lab


Ovvero una credenza bassa dalle linee essenziali, ideata da signori come Finn Juhl, Børge Mogensen e Hans Wegner, di cui tutti i mobili contenitori odierni -e le relative pareti attrezzate- sono lontani e tristi parenti.

Non sarà un caso se per i suoi spot SKY -che vendendo programmi televisivi chiaramente non ci mostra case senza tv- ha collocato Victoria Cabello, nella sua eleganza retrò e abiti di Prada, in un salotto arredato con mobili danesi degli anni’50.

Che la si desideri per emulare la Cabello, o al contrario per farne la regina del nostro soggiorno, il problema è che fino a qualche tempo fa era più semplice procurarsi una sideboard danese degli anni ’50 vivendo in USA, o in Australia.

Sì, in Australia, ovvero all’altro capo del mondo.

Perché fino all’arrivo di Francesca e Claudio di Lack00 Danish Lab non ci risulta nessuno che le importasse con continuità in Italia dalla Danimarca.



Come l’amore per il modernismo danese si è trasformato nel progetto di Lack00 Danish Lab? Quanto rischio vi siete accollati nel lanciarvi in questa nuova attività e quanto il seguire la vostra passione vi ha ripagati?

Anche noi lo definiamo progetto: perché vediamo il danish da angoli opposti del nostro gusto e carattere. Ed è per questo che abbiamo istituito una lavagna su cui riportiamo tutte le decisioni conquistate dall’ uno o dall’altra (e se pensate di aver indovinato chi ha la lista più lunga: vi sbagliate di grosso!).

Rischio e passione sono due facce della stessa medaglia: se una cosa ti mette la pelle d’oca mentre la fai vuol dire che ti stai già immaginando il momento in cui verrai ripagato.

Come quel giorno in cui, dopo aver guidato per ore un furgone sgangherato, una bambina ci regalò il disegno della libreria che stavamo consegnando alla sua famiglia.

Avete dovuto allargarvi: sia nell’ambito delle competenze che delle persone coinvolte? Oltre all’importazione seguite anche tutto l’aspetto del restauro?

Lack00 Danish Lab è una pietra rotolante. Andrea è il nostro fotografo illuminato nel senso che si presenta agli shooting in motorino con degli enormi fari da cinema. Mauro, il nostro tappezziere, ci ha conquistato con i suoi foulard quattrostagioni. Ma soprattutto c’è stato l’incontro fra Claudio e Giovanni, il deux ex macchina di Lack00, nostro Jedi Master Jedi e fido restauratore esoterico.

I nostri mobili non vengono -tecnicamente parlando- restaurati bensì recuperatiovvero riportati al loro antico splendore grazie a delle alchimie che solo un uomo con 20 anni di restauro sulle spalle è in grado di fare. Vederlo all’opera è sicuramente un’esperienza sensoriale.



Come selezionate i mobili che sono visibili per la prenotazione sul vostro sito?

Solo ante scorrevoli please. Nonostante il circuito è ancora molto di nicchia, e quindi la credibilità è fondamentale, non ci vergogniamo di dire che nel 2015 c’è un grande flusso di mobili di pregio via etere, un’eresia anni fa, e questo se da una parte conferma l’ampliamento delle tipologie dei market dall’altra ci dice che stiamo definitivamente smarrendo l’Indiana Jones che era dentro di noi.

E’ storia vera che i giapponesi quando venivano alle fiere prima attaccavano gli adesivi coi loro nomi sui mobili e dopo negoziavano il prezzo; noi ci siamo ritrovati in una stanza in Danimarca con un giapponese dalla faccia minacciosa e gli occhiali scuri e siamo riusciti ad attaccare gli adesivi prima di lui che intanto mandava foto chissà dove col cellulare!

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Brussels Design Market| Lack00 Danish Lab

Foto: Brussels Design Market ©Lack00 Danish Lab

 


Ci spiegate come funziona l’acquisto? Io visualizzo un mobile di mio interesse sul sito, vi contatto e poi cosa succede? C’è anche la possibilità di acquistare dei pezzi che sono già presso di voi?

Il fatto di avere dei mobili a Roma è più perchè Claudio spera che prima o poi una credenza alta o una sedia di stoffa a righe riuscirà a finire nel nostro salone… Oltre ad andare almeno tre volte l’anno sul posto, la forza di Lack00 sta nel sito che è fortemente dinamico proprio perchè riceviamo costantemente dai nostri amici foto via mail e WhatsApp. Così, quando riceviamo una richiesta, controlliamo se il mobile si trova già in laboratorio oppure è in viaggio verso Roma o va ordinato: in questo caso siamo riusciti a farlo arrivare anche in due settimane.


Oltre alle sideboard, che immagino siano i pezzi ad oggi più richiesti, cosa è possibile trovare presso il vostro laboratorio? Quali sono i vostri preferiti, quelli che siete quasi dispiaciuti all’idea di vendere?

Claudio è fissato con le credenze alte e cerca di convincere chiunque a spostare il focus dai sideboard anche perchè continua a ripetere che quando i suoi amici danesi scopriranno che in Italia ci mettiamo sopra le TV verrà radiato dal giro.



 Se un acquirente fosse attratto dal Danish Modern, ma volesse limitarsi a qualche pezzo da collezione, quali altri stili ritenete che si possano sposare bene?

Io vivrei felicemente nella stanza 506 del SAS Royal Hotel mentre a Francesca che è una persona sana piace proporre il concetto di massimo due pezzi, un mobile (credenza o secretaire) e una seduta.

Ad entrambi piace il legno bianco, con parsimonia il provenzale colorato, la carta sotto ogni sua forma (libri/paralumi/stampe), non amiamo la pelle, il ferro, lo shabby ed il vetro, ah beh poi lei ha anche un’idiosincrasia innata per la plastica ma questa è un’altra storia…

 Al Salone del Mobile si è visto da tanti espositori evocare lo stile del Mid Century Modern. Ugualmente non si respirava la stessa atmosfera calda che regalano gli originali dell’epoca. Si deve solo alla storia o anche ai materiali? Sulla vostra pagina Facebook vi leggiamo spesso parlare di Teak, quanto fa la differenza rispetto ai mobili fabbricati ora?

Francesca lo sa che quando mi trovo in una stanza piena di pezzi danish mi prende l’effetto Kryptonite. Nei giorni in cui il laboratorio è colmo di mobili sento un richiamo ancestrale che mi induce a stare rinchiuso con loro: mi ci immergo letteralmente, li fisso, li odoro. E’ feticismo puro.

Il cardine credo sia la chimicità che provi davanti al pezzo unico che sei riuscito ad avere davanti a te, come davanti ad un quadro in una galleria d’arte.

Il teak è la storia del Danish.

Fissi il teak e rivedi la storia, rivivi le immagini sui libri e sul web.

Il Danish è teak che produce immagini.

Questa è meglio di Less is more: ricordatevelo che è mia.



Qual è il punto di vista dei Danesi, oggi, nei confronti del Modernismo? Le sideboard anni ’50 sono tuttora di moda nelle case o hanno scarso interesse se non per i collezionisti, come in Italia i mobili di Albini e l’Anonima Castelli, e riscontrano più estimatori all’estero?

Il punto di vista danese non è cambiato negli anni poiché ha una radice estremamente forte.

Il concetto democratico di cultura del design nasce nelle loro folk high school: per cui quello che nel resto del mondo è ancora considerato una moda è invece dai danesi vissuto come uno stile che non può tramontare vista la ricerca di funzionalità che lo permea.

Mogensen nel ’55 progettò la serie di scaffali Oresund dopo aver analizzato gli oggetti che i danesi avevano in casa e calcolato quanto spazio ognuno occupava.

E’ inoltre molto famosa la fissazione dei danesi per le loro sedie di legno originali (vi lasciamo cercare il famoso dialogo fra Klint e Asplund) tanto che la riproduzione dei pezzi anni ’50 da parte di Fritz Hansen ancora oggi soffoca i nuovi designers.

Hans Wegner | Lack00 Danish Lab | Danish Modern Furniture

Foto: Il ritratto di Hans Wegner proiettato sulla facciata del Design Museum di Copenhagen, per la Culture Night, ottobre 2014. ©Lack00 Danish Lab


L’avvento di realtà come TIGER, dove al concetto del “tutto a 1 euro” si è comunque associato il design, fanno pensare che in Danimarca abbiano una marcia in più, soprattutto nella tutela dell’immagine di un paese famoso per i suoi designer, ma anche nell’aria che evidentemente i Danesi respirano fin da piccoli. E’ arduo anche solo trovare una pagina instagram di un danese che non sia visivamente bella: quali spunti di riflessione vi ha offerto il collaborare con loro?

Il segreto dello stile di vita danese che abbiamo la fortuna di respirare ruota intorno al concetto di hygge che puoi tentare di tradurre con il cosiness inglese. Ma poi ti rendi conto che per tentare di riprodurlo nel tuo quotidiano ti servirebbe quel tocco magico che solo loro hanno e che anche noi cerchiamo di raccontarvi sul nostro profilo Pinterest.

Pensate di allargare in futuro il campo anche ai complementi d’arredo dell’epoca: vasi, lampade, giocattoli in legno?

Per ora sappiamo solo che la prossima volta torneremo con 50 papere: quelle della nostra homepage!




Oltre che nella vostra sede di Roma e on line, dove possiamo trovarvi prossimamente? Partecipate anche a Mercati o Fiere del settore?

I mercati sono estremamente faticosi ma farli ogni tanto ci fa sentire supergiovani, ci piacciono invece molto i pop-up stores e la ricerca è continua anche in questa direzione.


Avete siti, libri, letture da consigliare per chi volesse approfondire l’argomento del Danish Modern?

How to be Danish di Patrick Kingsley e Danish Modern di Andrew Hollingsworth sono due ottimi punti di partenza.

Infine, una curiosità che non siamo mai riusciti a toglierci: nel Danish Modern, come anche fra i mobili della vostra collezione si visualizzano due stili coesistenti. Uno più lineare, vicino alla Bauhaus, e uno più vicino al liberty o alla Wiener Werkstatte, con delle interessanti e caratteristiche modanature. Fanno capo a due periodi storici diversi o a due stili/autori diversi? 

Ci auguriamo di saziare la vostra sete citando Kaare Klint, padre fondatore del Danish Modern, il quale fra il 1917 ed il 1945 con una spiccata attenzione all’estetica inglese e al funzionalismo (al riguardo si veda anche l’incontro nel 1929 con Mies van der Rohe all’Esposizione di Barcellona) diede inizio al processo di modernizzazione delle tradizioni degli ebanisti danesi (1770-1916) e sviluppò una logica di struttura matematica al servizio dei processi di produzione di massa nella risoluzione dei problemi di design nelle abitazioni.
Due stili diversi seguirono negli anni del boom economico post Guerra.

Da una parte Mogensen, Wegner e Wanscher che rimasero idealmente fedeli a Klint con una estrema linearità e una decisa propensione alla funzionalità.

Dall’altra Juhl e Jacobsen che, nonostante rifiutarono gli elementi di Klint, non smisero di beneficiare dei paradigmi culturali danesi di qualità e atemporalità incorporati nei loro propri stili.

sideboard danese ©Andrea De Paoli per Lack00Danishlab

©Andrea De Paoli per Lack00 Danish Lab


Nel ringraziarvi e salutarvi non possiamo non salutarci regalandovi un gossip, il nostro miglior amico in loco è un australiano sposato con una danese e ci svelò che il primo oggetto di arredo che cadrà in estinzione secondo gli esperti danesi saranno le…cassettiere! gli crediamo?

 

5 responses to Lack00 Danish Lab: la passione per il Modernismo Danese.

  1. marina

    Interessante intervista, fa piacere scoprire passioni come questa. Articolo molto completo e con ottimi link di approfondimento. Grazie 🙂

  2. Alessandro

    Sto cercando di capire e trovare immagini di letti in stile Danish anni 50. Vorrei arredare la mia stanza matrimoniale con un letto, una cassettiera è una consolle in questo stile. Qualcuno mi aiuta?

    • Ira – Author

      Ciao Alessandro, per quanto riguarda i letti, prevedevano testiere imbottite in tessuto con forme che richiamano la space age oppure in legno, sovente con modanature. Effettivamente, trattandosi di pezzi meno richiesti, è più difficile trovare del materiale fotografico. Essendo americani e australiani i maggiori collezionisti, ti consiglio di cercare su google o pinterest con “mid century modern bedroom’ o “mid century bed frame” come chiave di ricerca.
      Se cerchi pezzi autentici ti consiglio di metterti in contatto con Lack00 Danish Lab.
      Claudio e Francesca sono molto disponibili e appassionati, e potranno aiutarti a cercare i pezzi che cerchi.
      Ps: per la camera da letto ti consiglio di prendere in considerazione anche quelle deliziose credenza alte con ribaltina, che diventano scrittoio.

  3. Ugo

    Sono davvero affascinato ed incuriosito dallo “Stile Danish” e spero di poter valutare a breve un “pezzo” max 2 (come consiglia Francesca…) per il nostro appartamento in corso di ristrutturazione.
    Sideboard in teak con ante rigorosamente scorrevoli e poltroncina con braccioli in legno la mia idea… Nel frattempo sono già su Amazon per approfondire il tema con i due libri consigliati da Claudio!

Cosa ne pensi?