Les Libellules: la Moda che attraversa il tempo.

Intervista a Les Libellules: a Bologna una boutique-atelier di abiti sartoriali per bambini che si sta evolvendo in una griffe.

Tessuti ricercati, modelli del primo Novecento che si sposano a dettagli giocosi, l’atmosfera retrò delle illustrazioni di Norman Rockwell che incontra il minimalismo giapponese.

intervista a les libellules irbtt.com

Uno dei capisaldi del design è che la forma segua la funzione.

Un principio non sempre onorato dalla moda, ma che chiunque abbia a cuore un bambino ricerca quando deve acquistare abiti per lui.

La funzione non è solo quella di accompagnare il bambino senza ostacoli nel movimento ma anche di permettergli di vivere l’abbigliamento e l’abbigliarsi come un gioco e non una costrizione e, se possibile, di seguirlo nella crescita [altrimenti detto: vestire più di una taglia/resistere a più lavaggi/non durare solo qualche settimana].

Non è certo facile realizzare abiti per bambini.

Oltre agli aspetti appena evidenziati, è necessario rispettare normative molto rigide per la sicurezza dei capi, nonchè riuscire a sposare il gusto dell’acquirente che, di fatto, è il genitore.
Considerate tutte queste premesse, tenendo conto della situazione di crisi del mercato e della concorrenza di forti brand che offrono capi validi a costi molto bassi [si pensi solo ad H&M], il progetto di Alice Cappelli, Isabelle Guignand e Paola Parenti di creare abiti per bambini abbinando alla ricerca stilistica le tecniche sartoriali dell’inizio del secolo scorso, non poteva non essere raccontato.

Vogliamo raccontare il progetto Les Libellules perché ci appassionano le belle storie, fatte di entusiasmo e ricerca della bellezza e del gusto; le storie sognate e fortunatamente realizzate.

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Lack00 Danish Lab: la passione per il Modernismo Danese.

Intervista a Claudio e Francesca di LACK00 DANISH LAB: un progetto nato nel 2014 dall’amore per il design scandinavo degli anni ’50.

intervista a Lack00 Danish Lab|irbtt.com


Uno degli angoli più sottovalutati dalle riviste d’arredamento è quello dedicato alla TV.
Fateci caso: nelle case illustrate da queste splendide fotografie la TV non c’è mai.
Ed è curioso perché è difficile trovare nel 2015 qualcuno che non abbia una TV, e pure di svariati pollici.

La verità è che per quanto le TV nel 2015 possiedano mediamente un buon design, non altrettanto è possibile dire del mobile TV.

Nel migliore dei casi è un oggetto anonimo.

Ed è un peccato, perché esiste invece un mobile che si sposa perfettamente con le linee leggere del piedistallo di una TV del 2015: la sideboard danese degli anni ’50.

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6 Soluzioni alternative per uno sgabello Frosta di Ikea.

Da un tavolino a un appendiabiti, da uno scaffale a una bicicletta: le infinite varianti che può assumere lo sgabello Frosta grazie agli IKEA hackers.

ikea frosta hack

Del sito IKEAHackers si è già parlato molto on line e anche dell’intervento di IKEA dell’anno scorso: in cui si contestava la legittimità dell’utilizzo del marchio IKEA da parte della community.

IKEA ha successivamente fatto retromarcia, e oramai l’IKEA hack, ovvero il modificare/trasformare un mobile IKEA, è divenuta una moda che va oltre al sito: è diventato un modo di dire.

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L’Orto Botanico di Padova promette proprio bene.

Luoghi da visitare: passeggiare nelle serre antiche e nuove dell’Orto Botanico di Padova osservando le piante come fossero delle opere d’arte.

Il Giardino delle Biodiversità | Orto Botanico di Padova. Foto: irbtt.com.  Su concessione dell'Università degli Studi di Padova. Tutti i diritti riservati.

Il Giardino delle Biodiversità | Orto Botanico di Padova. Foto: irbtt.com. Su concessione dell’Università degli Studi di Padova. Tutti i diritti riservati.

L’Orto Botanico di Padova promette proprio bene, anche se suona curioso dirlo per un Istituto con alle spalle 470 anni di storia, che ospita la Palma di Goethe, una Chamaerops humilis che di anni ne conta 430, e che dal 1997 è un bene protetto dall’ UNESCO.

Il fatto è che con l’inaugurazione a settembre 2014 del Giardino delle Biodiversità -ovvero un edificio in vetro di 100m di lunghezza per 18 di altezza: che ospita cinque serre, con cinque diversi microclimi- si è smarcato dall’allure polverosa del Museo Universitario, per avvicinarsi a quella di altri celebri Istituti con un passato ugualmente nobile.

Il Giardino delle Biodiversità | Orto Botanico di Padova. Foto: irbtt.com.  Su concessione dell'Università degli Studi di Padova. Tutti i diritti riservati.

Il Giardino delle Biodiversità | Orto Botanico di Padova. Foto: irbtt.com. Su concessione dell’Università degli Studi di Padova. Tutti i diritti riservati.

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Bauhaus a Dessau: colori, luce, natura.

Attraverso le fotografie dell’epoca siamo portati a immaginare il Bauhaus in toni di grigio: a Dessau possiamo vedere invece come ci fosse colore, luce e natura.



bauhaus dessau 2008 |irbtt.com (1 di 13)


Si dice il Bauhaus o la Bauhaus? Per imprinting ricevuto, io sono solita chiamarla al femminile, in quanto prima di essere uno stile o un movimento, prima di tutto la Bauhaus era una Scuola.

Una scuola prestigiosa, fondata da Walter Gropius, con sede prima a Weimar [1919-1925], poi a Dessau [1926-1932], infine a Berlino [1932-1933].

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Thisisdisplay un tempio on line del Graphic Design italiano.

Graphic Design Italiano anni 30-60

Una delle ragioni per le quali amiamo il Mid Century Modern, si deve al fatto che corrisponda all’epoca nella quale maggiormente si sia distinto il Design Italiano.

Il Web consente di osservare un fenomeno curioso:

ovvero come tutto il mondo sia paese, e ogni paese di fatto sia esterofilo.

Infatti, se si volesse guardare -senza muoversi dal proprio divano- le pubblicità o le copertine delle riviste italiane dagli anni ’30 ai primi anni ’60, con le quali il nostro paese si è distinto a livello internazionale nel campo del Graphic Design il sito che vi consigliamo caldamente di visitare è Thisisdisplay.org.

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