Perché andare all’IKEA nel 2016 e cosa acquistare.

Perché andare da IKEA anche se abbiamo già compiuti i 30 anni. Perché gli appassionati di Design la amano. Perché è più elegante possedere almeno un loro prodotto. Che cosa acquistare del catalogo IKEA 2016.

cosa comprare all'IKEA nel 2016


IKEA aprì il suo primo negozio in Italia nel 1989, a Milano. Negli anni ’90 la lampada da terra NOT, la libreria BILLY e il tavolino LACK invasero le stanze e le abitazioni degli studenti. Tuttora, a distanza di oltre 25 anni, IKEA viene identificata in primo luogo come un posto dove acquistare mobili e oggetti a buon mercato: per case o situazioni temporanee.

Davide Coppo ha scritto un interessante articolo per Studio dal titolo Arrederei ma non posso.

Coppo affronta il dilemma -per chi studente non è più- di come venire a capo del conflitto fra l’arredamento che ci si può permettere e quello al quale si aspirerebbe e in cui ci vorremmo identificare.

Chiaramente, come fuggire dall’arredamento uniformante dell’IKEA è un nodo cruciale della questione. L’unica soluzione possibile pare essere quella dell’IKEA Mashupuna traccia Ikea con sopra un’altra traccia di pochi e selezionati pezzi non Ikea.

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SEDIE NORDMYRA. Credits: irbtt.com


C’è un solo aspetto che non condivido dell’acuta e divertente analisi di Coppo: la descrizione nostalgica delle case della classe media negli anni ’80. Sì, c’era chi poteva permettersi di rivolgersi ad un arredatore, e vantare una dimora bella e prestigiosa, ma che ci fosse questa consapevolezza di cosa fosse un Saarinen o un Magistretti -da parte di tutti quelli che mettevano mano al portafogli-  è cosa di cui dubito assai. E la maggioranza della case della classe media, in ogni caso, vantava spesso mobili piuttosto brutti, acquistati presso mobilifici e artigiani nelle vicinanze, o pseudoantiquari. In ogni caso si trattava, questo è vero, di case immutabili negli anni, proprio in quanto l’investimento fatto non permetteva nemmeno a quella generazione cambiamenti radicali (non perché non li desiderassero).

Coppo cita un’interessante e lungo articolo di Lauren Collins per il New Yorker, nel 2011, dove Collins scrive che gli esperti del design amano l’IKEA, mentre quello che detestano è recarsi in un negozio IKEA. Districarsi all’interno del labirinto di un IKEA Store viene descritto ironicamente come aggirarsi per il Bazaar di Isfahan.

E’ una metafora che trovo appropriata quella del Bazaar, sia nella fatica che nella soddisfazione di trovare l’affare.

IKEA BRÅKIG Collezione temporanea ciotole irbtt.com

Ciotole BRÅKIG. Collezione edizione limitata 2014. Credits: irbtt.com


IKEA infatti è amata non solo perché rappresenta a pieno il concetto di design nell’accezione democratica che era nelle intenzioni del Bauhaus, non solo perché, grazie alle economie di scala, gli standard qualitativi dei prodotti non hanno nulla da invidiare ad altre aziende di fascia più alta ma, paradossalmente, perché piace suscitare lo stesso effetto di chi indossa un capo lussuoso che si svela essere stato comprato a poco prezzo in un mercatino. Piace che venga domandato dove sia stato acquistata quella bella soluzione e leggere negli occhi lo stupore quando si risponde: è stato un affare, è di IKEA.

L’IKEA Mash-up in questo caso diventa per l’arredamento quello che è il Mix and Match per la Moda.

Non è solo questione di non potersi permettere un arredamento o un guardaroba interamente firmato, il fatto è che nel 2016 questo ci sembrerebbe poco contemporaneo. Poco appropriato. Poco elegante. Ci vuole il pezzo alla moda, ci vuole il classico evergreen, ci vuole il vintage ma ci vuole anche il pezzo rimediato al grande magazzino. E se per i primi sono necessari i soldi o la fortuna di trovarsi al posto giusto al momento giusto, per il grande magazzino ci vuole una cosa che dà più soddisfazione: l’occhio.

IKEA EKBY JARPEN/ EKBY GALLO irbtt.com

EKBY JÄRPEN / EKBY GÄLLÖ Credits: irbtt.com


E per avere occhio bisogna partire dal presupposto che non siamo lì per acquistare gli unici mobili che potremmo permetterci, ma per trovare qualcosa che ci piace proprio così com’è e di cui non vorremmo fare a meno. E il rischio di doverne fare a meno è più concreto oggi che negli anni ’90.
Rispetto agli anni ’90, infatti, ma anche al 2011 in cui scrive Collins, le strategie di vendita di IKEA sono visibilmente cambiate.
IKEA ha introdotto le collezioni temporanee con prodotti ad edizione limitata, come hanno le catene di abbigliamento, e ha ridotto anche il periodo in cui gli articoli della linea standard restano in catalogo [gli oggetti delle foto precedenti NON sono più in commercio ad esempio].
Il risultato è duplice: si è spinti a visitare lo Store -le collezioni temporanee non sono di norma in vendita on line-, si è spinti ad acquistare perché non è detto che si avrà una seconda possibilità, e il rischio di ritrovare il nostro oggetto nelle case degli altri [rischio che ci faceva storcere il naso su IKEA più dei pregiudizi sulla qualità] è quasi ridotto a zero.

Quali affari, quindi, si possono fare da IKEA nel 2016?

Di seguito i prodotti che mi piacciono di più, che in negozio passano inosservati alla maggioranza degli avventori, e che possono essere acquistati serenamente on line.

Il sistema ALGOT.

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Credits: IKEA.

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Credits IKEA


Negli store italiani IKEA lo relega nella zona meno nobile della cabina armadio: lo sgabuzzino/antibagno dove teniamo la lavatrice e riponiamo i panni da stirare.

In realtà, ALGOT, del designer Francis Cayouette, consente di creare pareti attrezzate molto eleganti. E pure di ritagliare un angolo di lavoro.

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Credits: stadsem.se

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Credits: stadsem.se

ALGOT ricorda il celebre sistema STRING senza esserne una vile copia e costa decisamente meno.

Il punto fondamentale è non posizionarvi nessun complemento IKEA, a cominciare dalle scatole.

In sostanza, se preferite investire in libri, vasi e complimenti d’arredo vari, ALGOT vi permette di risparmiare sulla libreria o le mensole.

Altra soluzione sempre valida per una parete sono le mensole bianche LACK, oppure le BOTKYRKA, se si vuole arredare solo una piccola porzione di spazio.

BOTKIRKA. Credits. IKEA.

BOTKIRKA. Credits: IKEA.


Restando in tema di arredamento delle pareti, interessante è anche la combinazione di binario e pomelli in legno massello, di IKEA PS 2014, che ricorda più certe linee danesi che amano i pastelli e la betulla.

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Credits: IKEA.

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La scrivania LISABO dei designer Knut e Marianne Hagberg  è il primo dei prodotti realizzati da IKEA con i tasselli ad incastro che rivoluzioneranno il loro modo di progettare e il nostro di montare.
In ogni caso è un delizioso scrittoio di dimensioni ridotte con linee arrotondate che richiama i mobili modernisti.

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LISABO, scivania. Credits: irbtt.com


I carrelli o portavivande erano un elemento chiave dell’arredamento degli anni ’80. Difficilmente, nel 2016, le case offrono uno spazio tale che sia richiesto uno strumento per accompagnarci dalla cucina alla sala da pranzo, ciò non toglie che il carrello stia tornando di moda in altre vesti.

Comodino, portavasi, mobile bar, mobile per il bagno, tavolino d’appoggio, piccola libreria. Il fatto di essere su rotelle lo rende funzionale e adattabile a tutto.

IKEA ne ha due graziosi. Il RÅSKOG e il RISATORP e Apartment Therapy ci indica che nelle nuove collezioni ne sia in arrivo un altro superlativo.

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Credits IKEA.

Credits IKEA.

Credits: Apartment Therapy.

Credits: Apartment Therapy.


Per gli amanti del Mid Century Modern il tavolino LÖVBACKEN, a 49,99 €, non ha solo un’estetica retrò: è un pezzo originale degli anni ’50. Si tratta infatti della riedizione del tavolino Lövet disegnato per IKEA nel 1959 da Gillis Lundgren. Grazioso come tavolino di servizio accanto al divano, oppure per alzare il vaso di una pianta: la forma a foglia del piano si presta infatti anche ad essere avvicinata a un muro.

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Credits: IKEA.


Dello sgabello FROSTA, 9.99€, e delle sue possibili versioni hack avevamo già parlato qui.

sgabello FROSTA Ikea

Credits: IKEA.


FROSTA però è bello anche nella sua versione originale, ed è divenuto l’equivalente del Fedora di paglia che si acquista al mare in un bancarella. Sappiamo che esiste quello di Borsalino, nel caso di FROSTA quello di Alvar Aalto, ma è più elegante sfoggiare la versione economica di IKEA. Come i cappelli, FROSTA è bello impilato insieme ai suoi simili, e fuori posto, nel ruolo di tavolino. Poi, nel caso di ospiti inattesi, consente di aggiungere posti a tavola senza recuperare le sedie impolverate dal terrazzo.

stockholm tappeto IKEA

Il tappeto STOCKHOLM in pura lana vergine (170×240 cm, 139,90€/250x350cm a 279€) è bello. E’ decisamente bello. E’ così bello che presenta anche lui il problema dell’inflazione ma, in questo caso, non perché presenzi nelle case improvvisate degli studenti, bensì nelle abitazioni illustrate dalle riviste e i blog di arredamento. Se lo cercate su Pinterest si rischia di venirne presto a noia.

image via studio M

Image via Studio M


Il secondo problema del bellissimo tappeto STOCKHOLM è comune a molti degli oggetti decorativi di IKEA. Decontestualizzato appare in tutta la sua bellezza. Se si ritrova insieme ai suoi fratelli il rischio è quello che la nostra stanza sembri uno show-room della catena svedese.

STOCKHOLM va quindi affiancato a mobili e componenti di arredo con un design spudoratamente non IKEA. La foto di Studio M è in questo senso emblematica, oltre ad essere divertente osservare il copri-tappeto adottato dai padroni di casa: quando il valore di una sola delle sedie da pranzo è di almeno tre volte quello del tappeto.

Concludiamo con le collezioni in bambù.
Il bambù è un materiale meraviglioso: resistente e leggero allo stesso tempo. Ha solo un difetto: l’accostamento.
È difficile avvicinarlo ad altri legni, materiali, superfici, texture. Ci vuole gusto. Ci vuole coraggio. Ci vuole di certo l’ambientazione corretta: la più minimalista ed orientale possibile.
Detto ciò sono belli il tavolo HILVER, il sistema modulare IKEA PS 2014 e i mobili per il bagno della linea RÅGRUND.

HILVER. Credits: trendspanarna.nu

HILVER. Credits: trendspanarna.nu

IKEA PS 2014. Credits. IKEA

IKEA PS 2014. Credits. IKEA

RÅGRUND. Credits. IKEA

RÅGRUND. Credits. IKEA

3 responses to Perché andare all’IKEA nel 2016 e cosa acquistare.

  1. marina

    mi e’ venuta voglia di fare un giro all’Ikea, sono stata troppo tempo lontana, guardando solo il catalogo on line :-/

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